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Le origini del formaggio Raschera

     

La tradizione di fabbricare questo tipico formaggio di montagna in tutto il monregalese, fece sì che ancora ai giorni nostri, soprattutto negli ambienti rurali, per individuare un formaggio che viene dalle montagne che circondano Mondovì, si dice "una raschera" mentre per indicare un formaggio sempre di montagna, ma di un'altra vallata, si dice "tuma di montagna".

Storicamente si hanno i primi accenni dell'esistenza di questo formaggio in un contratto d'affitto della fine del 1.400 rinvenuto nell'archivio comunale di Pamparato, in cui il signorotto locale pretendeva dai pastori che "menano le loro mucche a pascolar l'erba del prato Raschera " per il pagamento dell'affitto, alcune forme di "quel buon formaggio che lassù si fà". All'inizio degli anni '70, per problemi di mercato e conseguentemente al depauperamento delle forze di lavoro giovanile che le zone di montagna subivano grazie alla politica filo-industriale allora imperante in Italia, si rischiava di perdere irrimediabilmente questo gioiello di produzione casearia-artigianale.

Una curiosa iniziativa di alcuni personaggi di Fabrosa Soprana (cuore della produzione estiva di Raschera), da sempre innamorati della tradizione locale e dei prodotti genuini e legati alla cultura contadina della montagna, permise che quanto detto prima non avvenisse. Non solo, ma si verificò, a livello della produzione, una inversione di tendenza con un netto aumento sul mercato, di Raschera d'Alpeggio.

Essi costituirono la "Confraternita della Raschera e del Brus" (altro tipico prodotto caseario locale), i cui "Cavalieri "avevano ed hanno il compito di "propagandare, far conoscere e sostenere" la produzione, il consumo, la conoscenza e la vendita "della Raschera" (seguendo la tradizione montanara, localmente, si usa anche in italiano il femminile per indicare questo formaggio). Fu questo il primo atto di un grosso movimento politico e tecnico atto a non far dimenticare questo formaggio. Agli inizi degli anni '80 infatti, la Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Cuneo e la Comunità Montana delle Valli Monregalesi, presentarono lo studio e tutte le pratiche necessarie all'allora Ministero dell'Agricoltura e Foreste atte al riconoscimento della D.O. (Denominazione d'Origine) del formaggio Raschera.

     
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